“Dipingo il vino perché la poesia è memoria e futuro…
Appare la bellezza, mai assillante né oziosa, languida quando è ora e forte e lieve e austera. L’aria serena e di sostanza sferzante.
Prima l’ho cantata nel cuore, sorridendo alla strada, alle facce di chi ho incontrato, ai saluti, al mondo intero. Poi l’ho scritta sulla vetrata di Vald’O e, non contento, su una bottiglia di vino buono. Un vino imperdibile, unico come un avvenimento da celebrare, da conservare per sempre, anche dopo aver bevuto l’ultima goccia di vino rosso.
Una poesia sulla bottiglia. Come un messaggio non lasciato alle onde del mare ma alla meraviglia della memoria, al ricordo di quel vino, di un incontro.
È cominciata così la storia di Wine is Art. Canticchiando, guardando la bellezza che corre al nostro fianco, lungo le vigne e gli orizzonti, tra strade bianche e quella spiritualità naturale che ferve nell’aria.
Da qualche tempo la poesia albeggia nel mio cuore, mi rincorre nuda e pura, proprio gettando nel cuore dei fiori, come ricordi e silenzi da conservare in una scatoletta di legno. La cosa più vicina all’idea di libertà, parafrasando Velimir Chlebnikov, un modo per dare al cielo del tu.
Ma chi dipinge sulle bottiglie una pietra e una luna, un sole e poi vento e parole che si rincorrono come foglie in autunno? Un indagatore di stelle che si interroga su chi potrà spazzare la tristezza, su chi pianterà giardini nei nostri occhi e chi nella nostra anima sveglierà l’anima.
Già, la poesia parla dell’anima all’anima. Sfugge dai luoghi comuni e non riecheggia, ma somiglia a un soffio di vento che scompiglia parole e certezze, crea enigmi e getta una luce obliqua sull’eternità.
Le parole sono belle, si schiudono come fiori, hanno profumo e tracciano il loro segno unico. Abbiamo le mani per fare questo per riappropriarci dell’unicità e del gesto, della sapienza che si fa arte. Poesia è poiesis: attiene al fare ciò che prima non c’era. Per questo la poesia converge spiritualmente sulla bottiglia del vino, sull’espressione massima della cultura del territorio. È qualcosa che scompone e ricompone in modo diverso. Mai didascalica, mai leziosa. Mai assillante né oziosa. Traccia nuovi orizzonti e racconta la nostra storia, la tradizione, la bellezza. Fino all’ultima goccia.”

